Gli Spiriti della Natura

Ne approfitto per raccontarvi questa storia dopo aver purtroppo letto su facebook di 17 scalatori morti sulla montagna di Otgontinger a Zavhan.
Si parla di vari motivi, alcuni dicono che c’è stata una valanga, altri pensano a una punizione degli spiriti in quanto la montagna è sacra e non si dovrebbe scalare mentre altri semplicemente stata disattenzione in quanto dopo aver salito la vetta fino a quota 4000 metri sembra che gli alpinisti abbiano sbagliato a scendere finendo in un dirupo.
Putroppo con la natura in alcuni luoghi del mondo non si scherza, e questo è quello che è capitato a me andando la prima volta nella valle dello Zavhan.

Avevamo appena lasciato la valle di Zavhan e il meraviglioso lago Har in direzione lago Hovsgol. Tra le due mete ci si mette circa due giorni quindi la cosa migliore è fare una tappa intermedia al lago X per poi ripartire verso Murun la mattina seguente.
Har Nuur è un lago incontaminato e maestoso e una foresta accanto ideale per fare camping. In Zavhan attorno al lago vive qualche famiglia nomade che probabilmente non ha mai visto uno straniero in vita sua in quanto da queste parti per via della condizione delle strade passa veramente poca gente.
Alla maggior parte del gruppo piace l’idea di montare una tenda nel nulla, tranne che per due persone che mi chiedono una parte dei soldi indietro e vogliono a tutti i costi andare in Ger. Data l’idea di fare un barbecue e di avere della carne a disposizione ne approfittiamo per andare a comprarla in una Ger vicino e di far vedere alle persone lap ossibile soluzione alternativa. Tornate una di loro mi chiede perchè l’autista non le ha portate a vedere le Ger ma solo a comprare la carne in una “veramente sporca yurta dove tutti stavano dormendo perterra”.
Mi viene da ridere, la gente vuole andare in Mongolia, incontrare gli sciamani, vivere a contatto con la natura, stare coi nomadi e poi si lamentano di ogni cosa.
Ricordo che quando siamo arrivati al lago c’era un sole meraviglioso, si e no 22-24 gradi di temperatura a quasi 1800 metri di altitudine ci siamo messi a preparare un barbecue, spiedini di carne, riso, minestra, verdura, volevamo cantare e ballare pertutta la serata. Ricordo anche che alcune persone si sono messe a criticarci, sentivo le loro voci in lontananza, cercavano di darci lezioni di cucina, erano preoccupate di quello che avrebbero mangiato poco dopo.. Io me ne sono preoccupata veramente poco, sapete ero in un luogo meraviglioso, avrei passato la notte in un sacco a pelo in mezzo alla foresta, al lago e alle stelle, in compagnia del mio ragazzo e di una discreta dose di vodka per resistere al freddo, di un fuoco, degli arrosticini.. ero in pace con me stessa, non c’era motivo di essere di cattivo umore.

Sono andata a raccogliere la legna, a guardare l’acqua cristallina di cui i mongoli hanno tanta paura, ad assaporare il vento che ha dei “suoni” diversi da quello che puoi ascoltare da noi.
Quel giorno ho caricato avanti indietro circa una decina di litri d’acqua utili per scaldare e bollire acqua e pietanze.

Non faccio nemmeno a tempo a bere un the caldo, a riunire il gruppo, a chiedere come era andata la passeggiata che sento nuove discussioni, sospiro, cerco di calmare le acque.. la gente proprio non ha nulla di meglio da fare in un posto del genere?. ( Pensate che una volta abbiamo guidato due ore in più alla ricerca di una guesthouse dato che il tempo era terribile e le persone non volevano stare in tenda e quando abbiamo chiesto 10 euro in più a testa a persona per la benzina, la sistemazione, i pranzi e lo sbattimento ricordo che una persona mi aggredì in modo abbastanza colorito ).
Se prima c’era un sole ora le nuvole, appena dopo arriva qualcosa di inspiegabile, un vento fortissimo e minaccioso ( Che siano i cosiddetti “Kazjra”? ) dal versante del lago dove le nuvole si mischiano al vento quasi fosse in arrivo “una tempesta di sabbia bianca” il tramonto sparisce e tutto diventa più buio. Il mio ragazzo mi guarda spaventato “forse non dovevamo venire qui, forse gli spiriti non ci vogliono o abbiamo fatto qualcosa di sbagliato. Sai in alcuni posti gli stranieri non possono andare”. Mentre inizia a piovere decidiamo di portare i turisti in qualche Ger attorno. Dopo qualche ora troviamo una famiglia disposta ad ospitarci, la ger è piccolissima e a malapena ci stanno 6 sacchi a pelo. Il mio ragazzo mi guarda perplesso e mi chiede se voglio stare li con loro o tornare all’inferno, per cosi dire, preoccupandosi del fatto che avrebbe fatto molto freddo.
Penso che non se ne parla, io voglio tornare, voglio vedere cosa succede se gli spiriti ce l’hanno anche con me, e poi ho veramente paura a lasciarlo li da solo a smontare tutto il giorno successivo. Mi faccio forza, “vengo con te”.

Torno nell’inferno che nel giro di qualche ora si tranquillizza, certo il vento ancora c’è, la pioggia pure ma in lontananza il vento spazza via qualche nuvola e in lontananza si vede qualche timida stella, e quello che prima sembrava una minaccia ora si è trasformata in una giornata di brutto tempo.

Uno dei ricordi più belli che ho dalla Mongolia, ci sediamo attorno al fuoco con altri autisti,che come al solito mi guardano con aria curiosa ( forse anche perchè sono coperta come un pupazzo di neve ). Iniziamo a bere vodka artigianale di cammello ma stranamente non mi riscalda molto, non ho portato il mio cappotto ma del resto chi si aspetta -5/-10 ad agosto? Per fortuna il fuoco mi da una mano.. cuciniamo e mangiamo carne di marmotta arrosto, i miei ragazzi cantano e suonano tutta la notte.. io sono nel mio mondo, quello della musica in cui ti perdi, delle mille emozioni, vorrei registrarli, filmarli ma ogni volta preferisco attingere queste emozioni alla mia scarsa memoria.
Questi sono momenti che vale la pena di ricordare, quando mi ricapiterà qualcosa del genere?
Quello che rimase di quella notte fù molto particolare, ricordo che il vento era fortissimo, dai suoni più differenti.. sentivo delle strane presenze girare in tondo alla tenda e il mio ragazzo farfuglò cose strane tutta la notte. Non so come sono riuscita ad addormentarmi ma ho ringraziato cielo e terra di essermi risvegliata ancora viva.
E’ bello pensare che qui la natura e gli spiriti hanno ancora la meglio, che l’uomo non può ancora decidere o comandare qualcosa a suo piacimento.

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